Beati noi, un gruppo diocesano per valorizzare la persona disabile

“Qualsiasi disabilità resterà una situazione tragica finché sarà considerata e vissuta in termini unicamente individualistici.”

di Giuseppe "Pino" Melchionna

"Beati Noi" è il nome di un gruppo diocesano impegnato nel grande sforzo di ri-evangelizzazione di una società italiana ormai sempre più insensibile al richiamo della parola del Signore. I suoi aderenti, tra cui lo scrivente, si caratterizzano per il contributo data a questa causa a partire dalla propria esperienza personale di disabilità.

Beati Noi... ma cosa può mai esserci di "beato" in una persona affetta da difficoltà funzionali? Non dicono forse tutti che l'handicap è una sfortuna, una disgrazia, una tragedia e, addirittura, un castigo?

Io e gli altri membri del gruppo non vogliamo assecondare quest'opinione diffusa perché la fede in Cristo ci mostra che il deficit può diventare l'occasione per conoscere la buona notizia del Signore, morto per noi e risorto. Gesù, nel discorso della montagna, proclama che i poveri, gli afflitti ed i perseguitati a causa del suo nome sono "beati", cioè felici. Noi proprio ispirandoci a questo abbiamo deciso di denominare il nostro gruppo Beati Noi perché il fatto che il Signore ci abbia chiamato felici, di per sé ci ha resi "felici". Riteniamo nostro compito diffondere questa buona notizia incontrandoci con i gruppi parrocchiali, scrivendo articoli e libri e guidando ritiri spirituali per i giovani.

Qualsiasi disabilità resterà una situazione tragica finché sarà considerata e vissuta in termini unicamente individualistici, secondo la mentalità ancor oggi diffusa che tende a scaricarne il peso sullo stesso soggetto colpito e sulla sua famiglia (come peraltro per qualsiasi altro problema che svantaggi qualcuno).

Questa prospettiva va cambiata poiché si tratta di una prova che riguarda tutta la comunità. Quando S. Paolo dice: "Dio è fedele e non permetterà che voi siate tentati oltre le vostre forze ma, con la tentazione, vi darà anche la via d'uscita e la forza per sopportarla" (1 Cor. 10,13) non parla forse ad una comunità intera?

Il Cardinale Giacomo Biffi, nella prefazione al testo della ricerca sulla realtà ecclesiale bolognese pubblicato nel 1987, sintetizza così l'obiettivo del nostro progetto: "I portatori di handicap non vanno confinati al ruolo di oggetti delle attenzioni e delle cure dei più fortunati, ma possono e devono diventare dei soggetti attivi, insieme a tutta la comunità civile e cristiana di sollecitudine verso l'intera realtà umana, i suoi problemi, le sue sofferenze".

Breve storia del progetto

La nascita di questo gruppo ha una data precisa: il 1981, durante l'Anno Internazionale della Persona handicappata. A Bologna, all'interno del Centro di Documentazione sul handicap dell'AIAS, si sviluppa attenzione per le problematiche relative al rapporto tra la Chiesa e il mondo della disabilità: nasce in questo modo dall'iniziativa di alcune persone il progetto Beati noi.

Il Progetto Beati Noi ha come obiettivo principale quello di coinvolgere gruppi parrocchiali, associazioni e singole persone nel dialogo che riguarda alcuni argomenti come ad esempio: la spiritualità delle persone con deficit e una catechesi che sia in grado di trasmettere la "buona notizia" ai soggetti disabili.

Per questo motivo i Beati Noi sono sempre stati aperti ad ogni collaborazione e non si identificano solo in un gruppo di persone precostituite.

Attualmente a Bologna il Progetto Beati Noi è portato avanti da Stefano Toschi, il responsabile generale, da mons. Giovanni Catti, responsabile diocesano e da Mario Mansuelli, Marek Labedzki, Anna Pasaniti. Accanto a questi collaborano alcuni catechisti ed amici della Parrocchia di S. Giovanni Battista di Castenaso ed alcuni amici tra cui in particolare don Roberto Briolotti, disabile milanese ordinato sacerdote nel '98 nella diocesi di Gubbio.

Lentamente il Progetto avvia una serie di iniziative tra cui, negli anni 1984-86, una ricerca affidata a Claudio Imprudente ed ai sui collaboratori su "Handicap e Chiesa" nella realtà ecclesiale bolognese, ricerca pubblicata sul mensile Rassegna Stampa Handicap.

Il lavoro di Beati Noi continua negli anni successivi ('87-'90) con una serie di articoli su queste tematiche e con un dossier curato da Andrea Tinti e da Marco Tibaldi sui modi in cui la stampa tratta il tema dei "miracoli".

Nel 1990 Stefano Toschi diventa responsabile del Progetto Beati Noi e cura l'omonima rubrica prima su Rassegna Stampa Handicap e poi sul mensile HP.

Tra il 1993-96 il Progetto organizza e partecipa ad incontri, pubblica su vari giornali ed in particolare sull'Avvenire una serie di articoli, poi raccolti all'interno di un volume "Quaderno del Centro di Documentazione Handicap n.10" ed intitolata: La spiritualità, la catechesi, la vocazione dei disabili - la Chiesa di fronte al handicap, a cura di Massimiliano Odorici e Stefano Toschi.

Questo fascicolo è diviso in due parti: la prima comprende articoli generali sull'argomento; la seconda presenta commenti ad alcuni passi evangelici che dimostrano come le tematiche trattate siano congenite in tutto il Vangelo.

L'esigenza di raccogliere il materiale in un piccolo volume è venuta dalla richiesta di alcuni nostri interlocutori di approfondire i temi trattati durante gli incontri tenuti da noi presso gruppi parrocchiali e extraparrocchiali.

L'anno seguente la casa editrice ED INSIEME pubblica il libro di Stefano Toschi "La Meraviglia, il salmo 118 dal punto di vista del handicap" mentre il Progetto Beati Noi è invitato al convegno di Sacrofano - Roma su "Iniziazione cristiana e partecipazione dei disabili alla vita liturgico-sacramentale della Chiesa". In questi anni pur continuando la collaborazione con il CDH il Progetto diventa sempre più una realtà diocesana e autonoma ed i suoi referenti diventano prima Don Giovanni Nicolini e in seguito Mons. Giovanni Catti.

Nel marzo 1998 il Progetto Beati noi partecipa a Sacrofano (Roma) al III Congresso Nazionale dei Responsabili Diocesani del Settore Catechesi dei Disabili e organizza presso il Villaggio Senza Barriere a Tolé un convegno intitolato: "Che cosa impedisce?". Nello stesso anno viene pubblicato presso la casa editrice ED INSIEME il libro di Stefano Toschi "La Via Crucis".

Nel dicembre 1999 il Progetto partecipa al convegno: "La vita è bella nonostante..." organizzato dal Centro Pastorale Disabili della Arcidiocesi di Palermo e nel maggio 2000 il Progetto torna nella stessa città per la celebrazione della Giornata Giubilare delle Persone Disabili.

Da ultimo, attraverso Internet, il gruppo di Bologna è entrato in contatto con gli altri gruppi e associazioni con i quali si stanno instaurando nuovi proficui rapporti.

Stefano Toschi